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miércoles, 23 de enero de 2019

Il Matrimonio di Maria e Giuseppe


 Cronache apocrife di Maria di Nazareth 

 
Composizioni apocrife e narrazioni di visioni che ci aiutano a "ricostruire" il probabile andamento del fidanzamento e matrimonio di Maria e Giuseppe.
Nelle "Cronache apocrife di Maria di Nazareth", sempre seguendo la narrazione della vita della Madre del Signore presentata negli scritti apocrifi e gnostici, incontriamo stavolta il "quadro" della "Vergine [Maria] promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe" [Lc 1, 27].


A. Ansiglioni, Sposalizio della Santa Vergine – Santuario della Madonna di Genazzano [Roma].

A. Ansiglioni, Sposalizio della Santa Vergine – Santuario della Madonna di Genazzano [Roma].

Anche qui, come nelle precedenti puntate della nostra rubrica, vale l’intento di non entrare nel merito della discussione sul valore storico della letteratura apocrifa né sulla sua incidenza nella cultura e nell’arte, come nella liturgia e nella pietà cristiana; ma semplicemente quello di rilevare l’insegnamento mariologico che sta all’origine di questi scritti, che compongono schematicamente i sette "quadri" che andiamo rivisitando:
  • 1] Origini e nascita di Maria
  • 2] Maria al Tempio
  • 3] Il matrimonio con Giuseppe
  • 4] L’Annunciazione
  • 5] Maria, madre-vergine
  • 6] Maria nella Passione e Risurrezione di Gesù
  • 7] Dormizione e Assunzione della Vergine.
La narrazione degli apocrifi
Tra le composizioni apocrife che ci possono essere di aiuto nel "ricostruire" il fidanzamento e il matrimonio di Maria e Giuseppe c’è la Storia di Giuseppe il falegname [600-650], oltre al classico Protovangelo di Giacomo [del II sec.].
Ne parla abbondantemente anche Anna Katharina Emmerick, la mistica tedesca vissuta tra la fine sec. XVIII e l’inizio del XIX, che narra nella Vita della Santa Vergine Maria le sue visioni mistiche.
Ne parla Il Vangelo segreto di Maria, manoscritto anonimo antico che conterrebbe le "memorie" narrate, verso la fine della sua vita, dalla stessa Vergine a San Giovanni Evangelista ad Efeso. Da queste "fonti" traiamo dunque qualche "notizia" e relativi commenti sul fidanzamento e matrimonio di Maria e Giuseppe.
Partiamo intanto dalla frase lapidaria del Vangelo di Luca: " La Vergine [Mariaera promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe" [Lc 1, 27]. E notiamo subito che, a prescindere dal costume in Israele di celebrare matrimoni spirituali per salvaguardare le ragazze [cfr. B. Bagatti, La Chiesa primitiva apocrifa, Ed. Paoline, Roma 1981, p. 62], il matrimonio tra Maria e Giuseppe ha tutte le caratteristiche di un affidamento inteso a proteggere la Vergine in vista di un futuro prestigioso, ma ancora non ben delineato [cfr. Protovangelo di Giacomo, capp. IX, XIII-XVI]. Spetterà all’Arcangelo Gabriele tracciare la posizione di Maria davanti a Dio annunciandole la concezione dalla sua parola e una maternità diversa da quella delle altre donne [cfr. ibid., cap. XI].
Sorprende invece il fatto che nessun apocrifo abbia descritto le cerimonie dello sposalizio di Maria con Giuseppe; neppure il Vangelo dello Pseudo-Matteo, che pure si dilunga sull’affidamento a Maria [cfr. ibid., cap. VIII]: solo il tardivo Libro della Natività di Maria [846-849] ha un vago accenno al rito degli sponsali [cfr. ibid., cap. VIII].

Lo sposalizio della Vergine - Firenze, Biblioteca Nazionale [Offiziolo Visconti, Banco Rari 397, c. 90].

Lo sposalizio della Vergine - Firenze, Biblioteca Nazionale [Offiziolo Visconti, Banco Rari 397, c. 90].

Racconto e riflessioni del Protovangelo di Giacomo
Il Protovangelo di Giacomo dà un adeguato risalto al matrimonio di Maria e Giuseppe, inserendolo in un giusto contesto storico-ambientale. Così rileva che la Vergine fu promessa sposa a Giuseppe per scelta di Dio, con la narrazione della colomba che uscì dalla verga di lui, indicando l’uomo prescelto: episodio che richiama alla mente il bastone di Aronne che verdeggiò, manifestando così che lui era stato scelto da Dio per aiutare il fratello Mosè; e richiama anche l’evento della colomba che, al Battesimo di Gesù nel Giordano, lo indicò come il Figlio di Dio [cfr. Gv 1, 32-34].
E, a proposito della "coabitazione" dei due promessi sposi, viene osservato che, dovendo Giuseppe attendere al suo lavoro di carpentiere, questo lo portava a lunghi giri per il paese che potevano anche durare fino a sei mesi di seguito; quasi a dire che Maria condusse nella casa di Giuseppe una vita "monacale" come quella che aveva fino ad allora vissuto nel Tempio.
Ma riportiamo i passi testuali del Protovangelo di Giacomo, che narrano l’affidamento di Maria a Giuseppe [cap. IX] e dicono quale fu la sorpresa dello sposo nel vedere la sua promessa sposa incinta [capp. XIII-XVI].
Maria è affidata a Giuseppe – "1Giuseppe, gettata l’ascia, uscì incontro [agli araldi di tutta la regione della Giudea]. Quindi, adunatisi [tutti i vedovi del popolo] e prese le verghe, si portarono dal Gran Sacerdote. Questi entrò con le verghe di tutti nel Santuario e pregò. Terminata la preghiera, uscì con le verghe e le diede loro. Ma in esse non c’era alcun prodigio. Giuseppe ricevette l’ultima verga; ed ecco che una colomba uscì dalla verga e volò sulla testa di Giuseppe. Allora il Sacerdote disse: ‘Giuseppe, Giuseppe, tu sei stato eletto dalla sorte a prendere la Vergine del Signore in custodia per te’.
2 Ma Giuseppe rifiutò, dicendo: ‘Ho già figli e son vecchio; ella invece è giovane; temo di diventar lo scherno dei figli d’Israele’. Ma il Sacerdote replicò a Giuseppe: ‘Temi il Signore Dio tuo e ricordati ciò che Iddio fece a Datan, Abiron e Core: la terra si aprì e furono inghiottiti per la loro ribellione. Ed ora, Giuseppe, temi che una cosa del genere non accada in casa tua’.
3 Giuseppe, intimorito, prese la Vergine [Maria] in custodia per sé e le disse: ‘Ecco, io ti ho ricevuta dal Tempio del Signore; ora ti lascio a casa mia perché io devo andare fuori per le mie costruzioni. Tornerò poi da tenel frattempo il Signore veglierà su di te’ " [cap. IX, 1-3].
Sorpresa di Giuseppe – "1[Maria] era nel sesto mese ed ecco Giuseppe tornare dai suoi lavori di edilizia. Entrato in casa, la trovò incinta. Allora si percosse il petto, si gettò a terra sul sacco e scoppiò in pianto amaro dicendo: ‘Con quale faccia oserò guardare al Signore mio Dio! E che preghiera farò per questa fanciulla? La presi vergine dal Tempio del Signore mio Dio e non l’ho custodita! Chi mi ha teso un’insidia? Chi ha fatto del male in casa mia ed ha violato la vergine? Si è forse ripetuta per me la storia di Adamo? Mentre questi attendeva alla lode divina, venne il serpente e, trovata Eva sola, la sedussecosì è capitato a me’.
2 Giuseppe si levò dal sacco e, chiamata Maria, le disse: ‘Tu, oggetto di cura particolare da parte di Dio, come mai hai fatto questo? Ti sei dunque dimenticata del Signore, Dio tuo? Perché ti sei resa vile, tu che crescesti nel Santo dei Santi e fosti nutrita dalla mano dell’Angelo?’.
3 Maria scoppiò in pianto amaro dicendo: ‘Pura son io e non conosco uomo’. E Giuseppe: ‘Come si spiega dunque ciò che hai in seno?’. Ella rispose: ‘Vive il Signore, mio Dioio non so com’è capitata tale cosa’ "[cap. XIII, 1-3].

Beato Angelico, Sposalizio della Vergine – Pala di Cortona [part.], Museo Diocesano di Cortona.

Beato Angelico, Sposalizio della Vergine – Pala di Cortona [part.], Museo Diocesano di Cortona.

Giuseppe si intimorì assai e si allontanò, pensando che fare di lei […], e concluse: ‘L’allontanerò da me segretamente’.
2 Ed ecco un Angelo del Signore gli appare nel sonno e gli dice: ‘Non ti preoccupare per questa fanciulla: ciò che è in lei proviene da Spirito Santo. Ella ti darà alla luce un figlio e tu gli darai nome Gesù. Questi infatti salverà il popolo dai suoi peccati’. Giuseppe si destò dal sonno, glorificò il Dio d’Israele che gli aveva fatta tale grazia, e continuò a custodirla" [cap. XIV, 1-3].
Segue, nei successivi capp. XV e XVI, una specie di "processo" a Giuseppe davanti allo scriba Anna e al Gran Sacerdote che gli ingiunge di ricondurre nel Tempio la Vergine a lui data in custodia:
"1 Il Sacerdote disse [a Giuseppe]: ‘Rendi la vergine che prendesti dal Tempio del Signore!’. Giuseppe si profuse in lacrime. Il Sacerdote quindi disse: ‘Vi farò bere l’acqua della prova del Signore ed egli manifesterà i vostri peccati davanti ai vostri occhi’.
2 Poi il Sacerdote, presa dell’acqua, ne diede a bere a Giuseppe e lo inviò alla regione montuosa. Ma quegli se ne ritornò sano e salvo. Ne diede pure da bere a Maria e la mandò alla regione montuosa; ma lei pure tornò sana e salva. E tutto il popolo si meravigliò che in loro non era apparso peccato.
3 Il Sacerdote disse: ‘Se il Signore non ha manifestato i vostri peccati, neppure io vi giudico’.
4 E li rimandò. Giuseppe, presa Maria, tornò a casa lieto e glorificando il Dio d’Israele" [cap. XVI, 1-4].

Pagine ‘agiografiche’ suggestive di Anna Katharina Emmerick
Pagine molto suggestive, al limite di un’agiografia romanzata, ha dettato a sua volta Anna Katharina Emmerick sul fidanzamento e sullo sposalizio di Maria con Giuseppe [cfr. Vita della Santa Vergine Maria, Ed. San Paolo 2004, pp. 82-87].

Il "dubbio di Giuseppe" – "Antiphonarium de Sanctis", Min. di Scuola Bolognese, Cod. G, f. 119v, ‘Santa Maria dei Servi’ a Bologna.
Il "dubbio di Giuseppe" – "Antiphonarium de Sanctis", Min. di Scuola Bolognese, Cod. G, f. 119v,
‘Santa Maria dei Servi’ a Bologna.


Così è narrata dalla mistica tedesca la scelta di Giuseppe come promesso sposo di Maria: "Viveva dunque la santa Vergine nel Tempio con parecchie altre vergini, sotto la sorveglianza di pie matrone.
[…] Quando queste fanciulle erano cresciute, si sposavano. I loro genitori, portandole al Tempio, le avevano offerte completamente a Dio e gli Israeliti più osservanti nutrivano da molto tempo la tacita fiducia che uno di questi matrimoni avrebbe portato un giorno alla nascita del Messia promesso.
Quando la santa Vergine ebbe quattordici anni e insieme ad altre fanciulle doveva prepararsi al matrimonio, ho visto sua madre Anna andare al Tempio e farle visita […]. Quando alla Vergine fu detto che doveva lasciare il Tempio e sposarsi, rimase turbata e disse ai sacerdoti che non voleva lasciare il Tempio perché si era promessa a Dio e non voleva sposarsi.
In seguito ho visto la santa Vergine piangere e pregare Dio nella sua cella […]. Ho visto anche il Sommo Sacerdote inviare messaggeri nel territorio e convocare al Tempio tutti gli uomini non sposati della stirpe di Davide. Quando questi si furono riuniti nel Tempio vestiti dei loro abiti migliori, fu loro presentata la santa Vergine, e tra loro vidi un giovane molto devoto della regione di Betlemme; anche lui aveva sempre pregato con grande zelo per l’adempimento della promessa e io ho riconosciuto nel suo cuore il grande desiderio di diventare lo sposo di Maria. Ella però si ritirò di nuovo nella sua cella, versò sante lacrime e cercò di non pensare al fatto che non doveva rimanere vergine.
Poi ho visto il Sacerdote, che aveva avuto un’intuizione interiore, consegnare ad ogni uomo un ramoscello e ordinare ad ognuno di contrassegnarlo col proprio nome e tenerlo in mano durante la preghiera e l’offerta […]. A loro fu spiegato che quello il cui ramoscello fosse fiorito era destinato dal Signore a sposare la Vergine Maria di Nazareth.
[…] Successivamente, altri uomini della stirpe di Davide furono convocati nel Tempio; e tra questi Giuseppe, dal cui ramoscello posto sull’altare uscì un fiore simile a un giglio bianco, e vidi una luce come fosse lo Spirito Santo scendere su di lui. In questo modo Giuseppe fu riconosciuto come lo sposo destinato dal Signore alla Vergine Maria, alla quale fu presentato dai Sacerdoti alla presenza della madre Anna".
Segue poi la narrazione dello sposalizio. Ma di questo parleremo nella prossima ‘puntata’ della rubrica, aggiungendo qualche commento di valenza esegetico-mariologica ai testi apocrifi riportati.
Simone Moreno

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